- Ho fatto un sogno. Anzi due, molto simili. E per due notti ho avuto la sensazione che mi stessi parlando, raccontando delle cose… proprio come faccio adesso. Ah, che vergogna, sono una brutta persona! Credo. Cioè, la me dei sogni lo è… Ma se fosse lei quella onesta? Più reale della me sveglia… Se, sotto sotto, volessi davvero comportarmi in quel modo e prendermi ciò che voglio senza guardare in faccia nessuno? Ma poi, cos’è che voglio esattamente? Quello che mi mostrano i sogni o sono solo archetipi da interpretare?
- …
- C’è sempre il mare in quei sogni. E una bellissima luce crepuscolare. Mi manca tanto il sole che scandisce il passare delle ore… Ieri sera guardavo la luna dalla finestra mentre disegnava il suo arco, spostandosi pian piano da sinistra verso destra. Come può essere la notte più chiara del giorno? E se anche la me notturna lo fosse? Se volesse spiegarmi meglio in che direzione andare?
- …
- Durante il giorno, almeno, preferirei concentrarmi su altro, eppure l’attrazione verso di loro è sempre fortissima. Quei sogni mi accusano, mi confortano, mi eccitano, mi mostrano una storia che sarei curiosa di vedere come continua… Mi toccano con l’arancione del sole e il verde acqua del mare, come un velo colorato e romantico che poggia leggero su tutta la scena. E ogni volta che sto per svegliarmi è come quando riparti da un luogo di vacanza durante il tramonto e senti che quel momento non si sta portando via solo un altro giorno sul calendario…
- …
- Non so perché pensavo tu avessi le risposte alle mie tante domande. Forse mi piaceva l’idea che scriverti sarebbe stato come entrare in quei sogni e parlare con lei. Forse speravo che almeno a lei avrei potuto dire la verità e scoprire se era la stessa che cercava di mostrarmi. O magari avrei realizzato che era solo uno scherzo di cattivo gusto, uno di quegli ami insidiosi celati da una ghiotta esca. Chissà. E chissà se stanotte verrà a trovarmi ancora perché, ti confesso, io un po’ l’aspetto…
