MONOLOGO SULL’AMORE (SAN VALENTINO)

  • Tempo fa pensavo che l’amore fosse, mmh come dire, uno stato d’agitazione dell’anima. Che fosse normale, perfino bello, sentirmi una caricatura di me stessə, completamente dipendente da quelle scariche emotive che l’altra persona riusciva a darmi anche quando tutto andava male. Pensavo fosse giusto che l’amore mi facesse sentire come una corda, tesa e vibrante, con cui legare il cuore talmente stretto da conficcarla nella carne, e poi fremere di piacere senza neppure riconoscere il dolore… Pensavo che l’amore dovesse bruciare dentro e farmi cambiare la pelle fuori, che il tormento fosse solo un passaggio obbligato per quel lieto fine che, era certə, sarebbe arrivato… Sai cos’è arrivata, invece?
  • È arrivata una consapevolezza. La consapevolezza che l’amore non è quello che ci immaginiamo, l’amore è quello che è. Che esistono un’infinità di motivi diversi per cui il cuore batte forte e non tutti sono sufficienti per donarlo a qualcuno. Ho capito che l’amore dà la pace e, soprattutto, il silenzio. L’amore fa capire le cose senza doverle continuamente chiedere. Senza che i dubbi diventino assillo o l’ansia corroda la lucidità. L’amore è verità. È realtà che non si confonde con la fantasia. Non sono cavalloni emotivi, sono sentimenti che fluiscono nella calma, un fuoco che alimenta senza consumare, una corda che salva senza stritolare. L’amore è… è…
  • Sai cos’è davvero l’amore? L’amore sono io. La persona da amare, il modo in cui voglio e posso amarla, le scelte che faccio ogni giorno insieme… tutto dipende solo da me. Se sono tempesta l’amore sarà tempesta. E quindi adesso ho capito, devo controllare il mio meteo prima di innamorarmi.

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