- Sai che proprio non lo capisco quando dicono che sia difficile gioire per le piccole cose. Io, sarò strana, ma non riesco a farlo per quelle grandi. Non le trovo più, anzi, quelle grandi. Mi guardo intorno e sono circondata da piccole cose, tanto belle quanto scontate… nel senso che ci sono sempre, o quasi. E, ti dirò, loro mi bastano per vivere felice, a pochi passi da me. Ma certe volte, quando provo ad allungare lo sguardo… mi sento un po’ persa. Mi sembra di non capirci più nulla e di aver voglia di capirci sempre meno…
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- Si potrebbe capire, ad esempio, com’è che tutto diventa un business? Un traffico di esseri umani ed emozioni. Una sfilata di apparenze e falsi traguardi, dove non esiste la verità ma solo la teoria più plausibile… O più condivisa. Quanto chiacchiericcio inutile, non trovi? A volte lo ascolto perché penso che per qualcuno quel rumore sia una piccola cosa per cui gioire. Ognuno ha la sua, d’altronde. Io, per esempio, ho scoperto lo yogurt turco coi muesli e lo sciroppo d’acero. Ti va di mangiarlo con me, la prossima volta?
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- Sarebbe bello se la mente funzionasse come quelle tende a pannello, hai presente?, e si potesse scegliere ogni mattina quanto del fuori portarsi dentro.
Negli ultimi giorni le ho aperte un po’ sperando entrasse musica, invece ho trovato il solito bla bla bla… E, in fondo in fondo, la musica. Io però la vorrei sentire più forte, da spaccare l’anima! La vorrei protagonista e portavoce, la vorrei truccata, pulita, nuda, semplice, esagerata. Che ti ritrovi con la pelle d’oca e le lacrime agli occhi e il cuore che brucia. Succede anche a te di pensare che il problema non sia la musica ma la nostra anima che non si spacca più tanto facilmente?… Viziata e sporcata da tutto quel bla bla bla… pure il mio. Oggi tende chiuse e dentro ci lascio solo te.
