- Ogni volta cambio, ma non cambio mai sul serio. Resto sempre con un piede sospeso nel vuoto, pronto a spiccare il salto, e l’altro ancorato a terra, incapace di mollare quella presa sicura. Ho le vertigini. E ho voglia di lasciarmi andare… Ho paura. E ho bisogno di lasciare andare… A volte penso che sarebbe molto più facile, se tu potessi stringermi la mano e urlare “Al mio tre, insieme!”
- …
- Che poi, lo so, basterebbe smettere di calcolare tutto e fare quel benedetto salto. Sollevare le braccia, chiudere gli occhi, assecondare quella spinta proprio in mezzo alle scapole e semplicemente precipitare… Talmente veloce da non avere tempo per i ripensamenti, talmente forte da non riuscire a sentire nient’altro. E invece resto lì, bloccata, mentre gli anni passano e la vita cambia soltanto nei miei confusi progetti mentali. Che oscillano continuamente tra il sogno e l’incubo, che un giorno sembrano pieni di promesse e quello dopo pieni di minacce… O troppo perfetti o troppo insidiosi. Proprio come te, e me.
- …
- E se trovassi davvero il coraggio di saltare? Cosa ci sarebbe di male, poi, a provare? O a tornare indietro addirittura! Cosa mi impedisce di cambiare tutte le volte che voglio, di girare finché resisto come una trottola impazzita… Non sto forse già impazzendo così, a pensare senza fare? A temporeggiare e poi ripetermi “Tanto, ormai”… Dimmi che non è tardi, che non c’è un momento giusto, che non esistono le condizioni ideali. Me lo dici che io… io, ce la posso fare?
- …
- Sto respirando per perdere la concentrazione. Sto facendomi leggera per cadere meglio. Sto lasciandoti a terra per ritrovarti chissà come chissà dove… Sto cambiando per essere felice. Sto e all’improvviso non sto più. Che bella sensazione, reinventarsi.