MONOLOGO SULL’OSSESSIONE

 

  • Voglio la tua attenzione. Non mi interessa piacere a tutti, voglio piacere a te, solo a te. Voglio il tuo sguardo, voglio sentirmi a disagio per quanto profondamente e ostinatamente mi scruta, dentro e fuori. Voglio essere il tuo pensiero costante, assillante, molesto… qualsiasi cosa tu faccia e in qualsiasi posto tu vada. Voglio diventare la tua ossessione. Voglio distrarti durante il giorno come una farfalla infernale che svolazza attorno al suo fiore in Paradiso, voglio annebbiarti la mente come le droghe allucinogene più dolci e potenti. Voglio venirti in sonno come una Succubus e tormentarti tutta la notte, bisbigliandoti all’orecchio i desideri più perversi… E poi farti svegliare la mattina, agitato e col fiatone, per quanto hai urlato. Troppo, dici?…
  • A me non sembra ancora abbastanza, invece. Voglio che mi cerchi come se fossi aria pulita in una camera a gas. Voglio farti sentire la scossa ogni volta che mi sfiori, voglio essere l’unica a poter soddisfare la tua fame e la tua sete. Voglio lasciarti un involucro vuoto, senza di me. Ma il punto è… che non ti voglio lasciare. Che non posso farlo, perché sei già diventato il mio tutto. Il mio riempimento. Il mio centro. Il mio veleno… Tu, sì, proprio tu.
  • Tu che sei lontano da me più di chiunque altro, tu che mi hai cambiata in qualcosa che non riconosco più, tu che mi fai spaventare di me stessa, tu che non sei più amore… ma ossessione. E io? Schiava del piacere che mi dà questo dolore, non scappo, no… non vado da nessuna parte dove non ci sei anche tu. Semplicemente continuo, testarda e felice, a perdere sangue da tutte le ferite che mi lasci addosso e a offrirtelo in dono.
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