- Ok, alla fine ho sbottato. Per una cosa stupida, per una scusa come tante. Perché ero stufa di essere sempre dolce, carina e gentile… Perché ho sentito il bisogno di pensare solo a me, almeno ogni tanto, di sentirmi quellə emotivamente più forte che può parlare ignorando le conseguenze. Anzi, peggio, l’ho fatto conoscendole e facendo finta che mi andassero bene. «È la volta buona – mi dicevo – che ci metto una pietra sopra». Quindi sì, alla fine ho sbottato. E ora continuo a rimuginare su quella parola, “fine”, graffiandomi un polpastrello con l’unghia… Sono piuttosto infantile, non lo pensi anche tu?
- …
- No, lo so, tu probabilmente non ci pensi e basta. E fai bene, bravo, continua così. Ti dico queste parole e non quelle che sento davvero perché ho capito che essere forti non vuol dire essere egoisti, sfogare il proprio malessere sull’altro, dire sempre e comunque quello che ci attraversa il cuore… Essere forti vuol dire saper mantenere la lucidità. Contare fino a mille, se dieci non basta, e respirare finché non va via dalle narici tutta la negatività. Capire che ci sono momenti che durano e valgono poco, che se si fanno passare in silenzio poi torna tutto normale. E, soprattutto, non ci si ritrova con qualcosa di cui pentirsi… Posso dirtelo io, invece, di cosa mi pento?
- …
- Mi pento di essere stata lucida nelle occasioni sbagliate. Quelle in cui avrei dovuto lasciar stare le parole e usare mani e bocca per fare altro. La timidezza, il mancato tempismo, il contesto inopportuno… sono solo scuse inutili. Perché sai cosa vuol dire, davvero, essere forti?… Capire quali debolezze rivelare. E viversele, come va va. Non sarebbe stato meglio, a questo punto, mostrarti che avevo voglia di te invece che buttarti addosso le mie paure?… Sì, lo sarebbe stato. Mi sarei dovuta buttare io su di te. Già. Ora pazienza, mi tengo la parola “fine” e una sicurezza bugiarda travestita da forza.