Siedo sul bordo del letto e mi accorgo all’improvviso di avere fame. Devo fare la spesa, tanto per cambiare, ma nel weekend riempirò il frigo… stavolta sul serio! Lunedì arriveranno i miei e trascorreremo insieme alcuni giorni.
È da stamattina che penso a come rendere questa casa confortevole per 3 persone. Ho insistito che restassero da me e non in albergo, non lo avrei mai accettato, ma la verità è che… non c’è spazio, non so nemmeno dove potranno mettere le loro cose. E, soprattutto, non so se gli piacerà. La casa, certo, ma un po’ tutto in realtà. Come mi sono sistemata, quello che sto facendo… come sto vivendo la mia vita, insomma. Perché io, a 33 anni, mi cruccio abbastanza di non poter ospitare i miei genitori in una casa come si deve, con tutte le comodità che meriterebbero… e vorrei solo saperli orgogliosi e sereni.
Chissà perché, allora, mi capita così spesso di lamentarmi proprio con loro. Ogni volta mi riprometto di non farlo più, ma poi il bisogno di avere una parola di conforto o anche una lavata di testa, perché no, prende sempre il sopravvento.
A tutti spaventa diventare adulti, avere responsabilità, affrontare problemi… ma una mamma, per quanti impicci possa già avere di suo, non si tirerà mai indietro se unə figliə è in difficoltà. Ecco perché, specie da lontano, la nostra voce dovrebbe sempre arrivarle ferma e allegra, come se tutto andasse magnificamente. E invece…
Guardo l’aspirapolvere che ho comprato e penso che, se la casa è questa, l’unica cosa che posso fare è pulirla per bene. Non lamentarmi se il materassino gonfiabile è scomodo, mangiare coreano con la mia mamma (fedele compagna di dramini), portare un po’ in giro il mio papà a vedere cose belle… Sorridere, sorridere tanto. Dire che, anche se è dura, sono contenta di stare qui e che non devono preoccuparsi di nulla. Già… Vorrei proprio andasse così.
Sono cresciuta, beh più o meno, ma davanti a loro temo non smetterò mai di essere quella bambina piccola che si sente al sicuro solo se ci sono le loro braccia, forti come nei miei ricordi, a cingermi la vita.