NOSTALGIA E MANCANZA

 

Avete notato che, quando siete nostalgici perché magari sentite la mancanza di una persona o di un posto… la prima cosa che vi viene da fare è sospirare e guardare il cielo? A me è successo proprio oggi, mentre rientravo con il mio sacchetto di ravioli vegetariani e zuppa di miso, ferma al semaforo rosso vicino casa che mi è sembrato durare molto meno del solito…

È uno di quei giorni in cui ti pesa qualsiasi ragionamento complicato e ti limiti solo a seguire il flusso. Un po’ per inerzia, un po’ per paura di dover affrontare situazioni scomode, un po’ perché tanto non ci puoi fare granché quindi ciao.

E mentre ero col naso all’insù, accanto ad un paio di sconosciuti apparentemente giù di tono almeno quanto me, mi son chiesta cos’è che stavo davvero cercando in quel cielo grande misto a fronde di alberi tinte di autunno e tetti di palazzi pieni di finestre… Cos’è che stavo davvero buttando fuori con quel sospiro, senza dirlo a parole…
Perché, invece, non guardare più in basso e osservare ciò che mi circondava? I visi delle persone, le insegne dei negozi, il traffico delle macchine… la città, la vita insomma. Troppo concreti e troppo reali, forse. O forse è che il cielo sembra sempre un buon tramite verso ciò che lo sguardo non può raggiungere in quel momento. Come se lì dove corre la nostra mente ci fosse lo stesso identico cielo, un portale magico, un desiderio sospeso… Tipo quello che certe volte affidi alla prima stella della sera (che spesso non è nemmeno una stella, ma un pianeta).

Oggi c’è un cielo bellissimo, azzurro giusto un po’ appannato, come non ne vedevo da giorni… e come per giorni non ne vedrò, secondo le previsioni del meteo. E mi dico che sì, ci sono queste strambe isole felici in mezzo alla tempesta dove non ti frega nulla se è già piovuto o se prima o poi pioverà di nuovo… senti soltanto il sole che ti scalda la faccia e ti fa brillare le ciglia.
Ma tanto cosa vuoi che ne sappiano i social…

Ravioli molto buoni, zuppa di miso bocciata… mancavano perfino le alghe!

Loading spinner

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *