I primi tempi di qualcosa sono sempre un gran casino. Anzi, un casino totale!
Sono quelli in cui ti gonfi, come il materassino che ho appena comprato, premendo con forza sul pedale della motivazione o dell’entusiasmo per la novità o della voglia di cambiare vita.
Ad un certo punto, però, le cose che succedono (o non succedono) ti fanno dei buchi qua e là e l’aria inizia ad uscire e tu a sgonfiarti, lentamente…
Quando poi te ne accorgi, ti senti già così sopraffatta che puoi soltanto sdraiarti su quel materassino sgonfio che è il tuo umore e restare immobile pensando se chiudere la finestra o lasciarla aperta, tanto è buio uguale. Al massimo puoi ascoltare meglio la pioggia che cade…
Ed è allora, quando non hai più uno spessore sufficiente a isolarti dal pavimento freddo e duro, che sposti lo sguardo dalla finestra allo schermo del PC e intravedi la tua faccia oltre le immagini del film che scorrono come se niente fosse… e pensi “cazzo, è davvero così che sto?!”
Eh sì, l’espressione che abbiamo mentre siamo distratti è decisamente la più sincera.
Chissà se si può tornare indietro, al tempo in cui il materassino era nuovo e ancora tutto arrotolato, nella sua sacca protettiva, e non ne sapeva nulla di pesi e buchi e pavimenti…
Al pieno delle sue potenzialità e delle sue speranze.