L’OROLOGIO DEL BIANCONIGLIO

 

Accosto un po’ l’orecchio ma è silenziosissimo. La prima volta che sono entrata in questa casa e l’ho visto mi era sembrato una grande copia dell’orologio del bianconiglio. Forse perché mi piaceva l’idea che potesse condurmi nella città delle meraviglie…
“Ho i miei tempi” è una frase che dico spesso. Vale un po’ per tutti, credo, avere i propri tempi per capire cosa sentiamo, cosa vogliamo… Per me è fondamentale e terribilmente complicato. Devo scontrarmi con i problemi esterni e con le resistenze interne, per questo ho bisogno di prendermi del tempo. E, per lo stesso motivo, quando finalmente capisco, faccio di tutto per assecondare quella risposta che ho tanto faticato a trovare…

Seguo con lo sguardo le lancette e vorrei che i miei pensieri si muovessero così, ordinatamente, invece si agitano nella testa come quando la notte mi sveglio e non riesco a prendere di nuovo sonno e allora mi giro e rigiro sconsolata nel letto…
Il tempo non ci è amico né nemico, può scorrere velocemente oppure lentamente, e a volte sembra lo faccia davvero. Cambiare, intendo. E invece quelli che cambiano siamo noi…
La paura di non fare in tempo è più grande di quella di fallire. La paura di non coltivare una passione perché serve il lavoro, servono i soldi, ma serve anche sapere chi siamo. La paura di non confessare i propri sentimenti a chi in quel momento ci fa più battere il cuore, perché si può essere rifiutati, ma si può anche essere amati… È una questione di onestà, verso se stessi prima di tutto, vivere quella paura del tempo che è l’unica a non bloccarci ma, anzi, ci fa andare avanti.
Basta levarci per un attimo la maschera del “mi va bene tutto” e riconoscere come si sta davvero. Dire quello che sentiamo, anche se non frega a nessuno. Dire quello che vogliamo, anche se poi non lo otteniamo.

Passo un dito sulla cornice fredda e dorata, e mi vedo in parte riflessa nel suo specchio, tra i numeri. La maschera l’ho sollevata per un po’, ora posso anche rimetterla a posto. L’importante è mostrare cosa c’è sotto, almeno una volta, almeno a qualcuno.

 

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