CIELO ACCESO

 

Guardo fuori dalla finestra mentre me ne sto sdraiata sul letto, con le gambe incrociate, a tentare di trasformare in parole lo stato d’animo di questi giorni.
Ho passato una settimana quasi sempre a casa, uscendo pochissimo, per colpa di un brutto raffreddore con annessi febbriciattola e mal di testa.
Non ho mai avuto grossi problemi a stare a casa, anche da sola. Ma ci sono state alcune esperienze, negli ultimi tre anni a Palermo, che mi hanno portata a stravolgere completamente il mio rapporto con lo spazio domestico. Adesso trascorrere troppo tempo in casa mi fa sentire male, mi mette a disagio…
Preferisco di gran lunga andare in studio tutti i giorni, vedere i creativi all’opera, mangiare con loro in giardino, sentire le loro storie… lavorare, distrarmi, non pensare a nulla di ciò che mi sono lasciata dietro una volta sfilata la chiave di casa dalla toppa. Non vedo l’ora di riprendermi del tutto, ricevere i pacchi che devo, e tornare a casa solo per dormire…
Questo weekend parto.

Oltre la tenda bianca che fa le pieghe sul vetro scorgo qualcuno che si affaccia o che entra ed esce di casa attraversando il ballatoio.
Questa cosa, per i più forse banale, a me strappa un sorriso amaro. Penso che ci sono alcune persone intorno a me talmente vicine che basterebbe percorrere un ballatoio per raggiungerle, e io invece… salto nel vuoto. Così, con le mie vertigini e tutto il resto, in un continuo scontro fra eccesso di razionalità e totale incoscienza.

Mentre ascolto le voci dei vicini, che rimbombano nel cortile interno, mi accorgo che da questa casa non sono ancora riuscita a distinguere il rumore della pioggia che cade. E nemmeno le sette del mattino dalle nove… ma, esattamente, quando fa giorno qui?

Questa settimana è stato come sentire sempre sopra la testa… il cielo di Milano. Grigio, basso, fitto di non so cosa… A me invece piace tenere la testa più in alto, affacciarmi sul sole la luna e le stelle e ammirare tutto come se fosse un sogno, con i gomiti poggiati sulle nuvole e un cielo intorno che non ha un nome proprio di città, ma è soltanto un infinito cielo sempre acceso…

 

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