Massaggio la testa lentamente e un odore pungente, simile a quello del disinfettante, si infila nelle mie narici.
È da un paio di settimane che uso questo shampoo, argilla verde e camomilla. Sembra di lavarsi i capelli con un fango verdastro… Ma la cosa che più non sopporto è che non fa schiuma. Dicono sia un segno di prodotto sano, ma mi manca quella soddisfazione immediata… quella suggestione di pulire per bene i capelli… E ultimamente, boh sarà l’età, ma tendo ad essere impaziente. A prescindere da quale sarà il risultato finale, ho bisogno di vedere che sto ottenendo pian piano qualcosa, che le acque si smuovono anche solo per un alito di vento passeggero… Di immergere, almeno un po’, le mani nella schiuma. Sentirla, soffice, fra le dita…
Risciacquo i capelli e penso che vorrei mettermi di nuovo sotto la doccia. Devo ancora finire di sgocciolare e sto già risudando…
Tampono con l’asciugamano e me li butto sulla schiena, una sensazione stupenda. C’è chi ama far frusciare le gonne di abiti principeschi o da sposa, io preferisco far ondeggiare i capelli bagnati sulla pelle, sentire quel brivido di sollievo dal caldo che ti resta addosso un istante e poi lo perdi… Un concentrato di goduria che se durasse più a lungo non sarebbe lo stesso. Eppure non vorrei mai abituarmi alle cose belle, mai perdere l’entusiasmo, mai pensare che forse – e dico forse – sto sbagliando qualcosa.
Mi sa che sarebbe chiedere troppo… Come pretendere dei petali di rose stesi sul mio cammino. Però, guardando bene, ci sono luoghi in cui posso almeno sedermi a fantasticare su una improvvisata distesa di fiori colorati…
E comunque, anche per oggi, fanculo il fon.