Socchiudo gli occhi mentre sto seduta sul divano con le gambe distese e provo a raccogliere le idee. Devo organizzarmi bene se voglio ripartire con una nuova vita a settembre, e quelli estivi sono mesi incasinati… devo incastrare tante cose e situazioni che poco dipendono da me.
Riapro gli occhi e vedo quella piccola bolla sul piede sinistro. Quanto ho camminato nei giorni scorsi? Poi sposto lo sguardo sulla puntura di zanzara al braccio destro… Quasi quasi mi dispiacerà quando andranno via. Certi segni te li vorresti portare addosso a lungo, come se una volta svaniti possa svanire anche l’esperienza che te li ha lasciati…
Sospiro, sono piena di “devo” e di “voglio” ultimamente, e questa cosa lo so, mi mette ansia. Che diventa come quel pennello sporco intinto nell’acqua limpida dell’entusiasmo…
Sono abituata a scrivere nella mia mente brillanti sceneggiature, a trasformare piccoli stimoli della vita reale in testi pieni di metafore e sensi nascosti… A volte, però, mi piacerebbe riuscire a fare anche il contrario. Portare la mia fantasia nella realtà, vederla realizzarsi e prendere forma, modellarla come faccio adesso, sul divano a occhi chiusi. Invece mi accorgo che non posso prevedere nulla, non posso “guidare” tutto, e non posso avere quel tempo e quella lucidità che trasformano il flusso emotivo in grandiosi dialoghi con risposte ad effetto e gesti semplici ma cruciali…
Eh no. Nella realtà la sceneggiatura si scrive a molte più mani, e le mie è come se fossero diverse… frenate, impacciate…
Non lo so come si fa a mettere lo stesso animo con cui si scrive nella vita vera. Forse non si può perché tanto non funzionerebbe, forse è una specie di magia che vale solo per noi e che non si può condividere con altri. O forse dall’esterno qualcuno se ne accorge lo stesso, a nostra insaputa…
Sarebbe un peccato, se non lo vedesse nessuno quello che abbiamo dentro. Se restasse un’isola deserta e bellissima su cui siamo naufragati per vivere avventure solitarie…
La bolla non fa più male, la puntura non prude più. Tutto il resto però… si sente ancora.