MONOLOGO SULLA TENEREZZA

  • Non saprei dirti, di preciso, quando ho iniziato a sentirmi così. Ma, di tutte le cose che ho provato per te, questa è senza dubbio la più sorprendente! Non sei di certo un cucciolo, non scodinzoli né fai le fusa… Allora perché non riesco a smettere di sorridere tutte le volte che ti penso? Perché, qualsiasi cosa tu faccia, mi sembra talmente carina e adorabile che se potessi ti riempirei di baci?…
  • No, non quei baci. È assurdo, lo so… Ti guardo e mi convinco sempre più di non aver mai visto nulla di così bello in vita mia. Per questo mi stupisco quando, nonostante i miei desideri siano tutt’altro che innocenti, ciò che più vorrei… che più mi fa impazzire alla sola idea… è abbracciarti. Hai presente quegli abbracci in cui le guance un po’ si sfiorano, il respiro sussurra parole misteriose all’orecchio, le mani affondano nella schiena come a volerti stringere fin dentro all’anima?… Ecco.
  • Sì, ok, poi forse vorrei di più. Ma non è questo il punto… Il punto è che… Se tu stessi male, mi piacerebbe essere la mano che si poggia sulla tua fronte per sentire se scotta. Se tu fossi allegro, mi piacerebbe ridere insieme a te, senza farmi troppo notare. E, se tu avessi il cuore ricolmo d’amore, mi piacerebbe fosse per me… Ma sarei felice lo stesso, credo, perché questa tenerezza infinita che provo mi rende così, un po’ insensatamente folle. E con le priorità tutte sfasate che non le capisco nemmeno io…
  • Come faccio, però, a spiegarti cos’è esattamente questo sentimento?… Basterà davvero uno sguardo, ci saprai leggere dentro ciò per cui ancora non trovo le parole giuste? O, forse, dovrò accontentarmi di tenere per me tutta la tenerezza… E aspettare che sopraggiunga il sonno per poterti baciare lievemente le palpebre…
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