Per chi si apre con te, per chi non si apre, per chi lo fa ma con qualcun altro…
- So che è la prima volta che usciamo, ma c’è una cosa che devo dirti.
Iniziai a sudare freddo quando mi accorsi che il suo sguardo, più che incuriosito, sembrava preoccupato. E aveva anche ragione di esserlo… Ogni volta che volevo dirgli qualcosa, o ci pensavo troppo o troppo poco. Forse perché ero convinta che, in ogni caso, avrei scelto le parole sbagliate…
Presi un bel respiro e lasciai la voce andare per i fatti suoi.
- Tu mi piaci. Ma… sei come quelle bottiglie sigillate che, per quanto io provi ad aprirle, mi faccio solo male alla mano. Sei come una porta di cui ho la chiave sbagliata, che giro giro e mi spezzo a metà nella toppa. E io non voglio sentire dolore, né darti un pezzo di me se questo significa rompermi. Specie se, nonostante i miei sforzi, tu continui a restare chiuso… Non sai quante volte ho pensato di fermarmi, che tanto non ci sarei riuscita, che andava bene lo stesso perché ci avevo provato fino alla fine… E invece no, a quanto pare l’amore non ha una coscienza che si mette a posto. Se anche ora che siamo insieme… Io… Tu…
Sentii la sua mano afferrare la mia con così tanta delicatezza che quasi pensai di averlo solo immaginato. Alzai gli occhi arrossendo e trasformando l’espressione sul mio viso in un unico grande punto interrogativo…
- Volevo controllare che la tua mano fosse apposto… E che non ci fosse nulla di rotto.
Deglutii come se avessi appena mandato giù un litro d’acqua.
- E comunque neanche tu ti sei mai davvero aperta con me. Non credi?
Lo credevo, anzi, lo sapevo. Quanto eravamo inutilmente complicati! Eppure vederlo accanto a me, sentire la mia mano avvolta dal calore della sua… C’era ancora tutto da fare, tra noi. Tutto da scoprire, da costruire… Bastava ripartire da lì, da quel silenzio che sapeva di cielo sereno dopo la tempesta. Il nostro inizio…
- Se finalmente riaprirà un Paese intero dopo una pandemia… Direi che possiamo farcela pure noi.