- Che poi, tu non l’hai capito come mi sento davvero… Mi chiedi perché non ti guardo mai, quando in realtà io lo faccio continuamente, tutte le volte che posso. Solo che tu non te ne accorgi, di quanta avidità abbia uno sguardo costretto a rubare i dettagli del tuo viso nei brevi attimi in cui ti soffermi altrove… Forse non lo sai, ma incrociare i tuoi occhi sarebbe come bere un pericoloso siero della verità. Non riuscirei più a tener ferma la voce e le mani e tutto il mio corpo tremerebbe in preda alla vergogna. Quella di un ladro colto sul fatto, che non vuole scappare e anzi gode nell’esser stato scoperto…
- …
- Mi dici che parlo poco, che dovrei fare più domande su di te, la tua vita… Ma nella mia testa le parole si spintonano come se ci fosse un fuori tutto e invece non esce fuori niente. I pensieri che ho accumulato mentre eravamo lontani, quelli che restano fermi tra le labbra ora che ti ho davanti… Se solo potessi ascoltare il rumore che fanno, forse ti spaventeresti. Oppure lo mescoleresti al tuo, di rumore, chissà…
- …
- E quando poi, quasi risentito, mi fai notare che sorrido ma sembro lontana… Mica lo puoi sapere che io mi sto già immaginando nuda accanto a te. Che sto intrecciando le mie dita con le tue, che sono talmente vicina da entrarti dentro, anzi, forse sei tu ad essere già entrato dentro di me… Che se sto attenta a non sfiorarti è perché ho paura che la mia pelle a contatto con la tua possa rivelarti quelle immagini che mi invadono la testa… così vive e folli che mi imbarazza anche solo il pensiero di mostrartele.
- …
- Ma io tutte queste cose non posso dirtele, non a voce. Non con questa timidezza che racchiude i miei desideri come uno scrigno di ori preziosi… Se mi darai il tempo, però, se vorrai provare a vedere oltre la donna che sta seduta qui con te oggi… Allora, forse, ti porterò con me ad esplorare ciò che si nasconde dietro a quella fuga di sguardi, ai silenzi, alle presunte distanze… E una volta lì, con la timidezza lasciata fuori, ci sarò semplicemente io davanti a te.
