- Avrei tanto voluto chiamarti per sapere come stavi. Senza chiedertelo, però… Anche solo ascoltando il tono della tua voce avrei potuto comprendere il colore del tuo cuore. E invece… non ce l’ho fatta. A raccontarti le solite scemenze, come se nulla fosse… Quasi sperando di riuscire a portare un po’ di luce nel posto oscuro in cui ora ti trovi. Non importa quanto io possa esser brava a mettere insieme le parole, quanto ripetendomele nella testa mi suonino così belle e forti… C’è qualcosa, o meglio, non c’è qualcosa e questo toglie loro potere. E lo so, dato che nemmeno il più grande scrittore di tutti i tempi potrebbe mai colmare una simile mancanza… sarebbe sciocco, da parte mia, anche solo pensare di aver successo io.
- …
- La verità è che, quando ho sbirciato il tuo viso l’ultima volta, c’ho trovato sopra la certezza del mio fallimento. Ho scoperto che il dolore ti ha levigato la pelle, come se le lacrime fossero un siero velenoso che rimpolpa le carni lacerando l’anima. Ho notato che la tristezza, alleandosi con la forza di gravità, ti ha lasciato scivolare verso il basso le palpebre e gli angoli della bocca…
- …
- A dirla tutta, in questo momento mi sento un po’ persa. Come se volessi sfamarmi con una zuppa utilizzando una forchetta perché il cucchiaio non ce l’ho. Ci ho pure provato, in realtà, ma quello che volevo trattenere ha iniziato a colare da tutte le parti. E, come se in qualche modo lo avessi già visto accadere, sono rimasta con la forchetta sollevata a mezz’aria mentre la zuppa, intanto, si raffreddava…
- …
- Ecco. Il coraggio di confessarti tutto questo io non ce l’ho mai avuto, perciò tu non mi hai mai potuto rispondere. E, d’altronde, cosa ci sarebbe stato davvero da dire?…
Capita a volte che, se una persona a cui teniamo sta affrontando un momento difficile, ci sentiamo impotenti. Come se la sua tristezza fosse troppo grande per noi o noi non “grandi” abbastanza per quella persona…