FILIDIVITA #23
Lo sapevo che doveva succedere. Che per quanto lentamente potessi mangiarle, prima o poi sarebbe toccata anche a lei, l’ultima caramella.
Ma è una consapevolezza scomoda questa, come quelle che ignori volutamente fino a quando l’evidenza non te le sbatte davanti agli occhi con così tanta chiarezza che puoi solo accettarle. Tipo una bustina di caramelle che resta vuota.
Assaporo la liquirizia, srotolando quel cordoncino gommoso e insieme a lui i miei pensieri. Hanno un pessimo retrogusto. A volte sembra che mi si blocchino in gola e mi facciano soffocare…
La mia consapevolezza scomoda di oggi è che ci sono dei sentimenti che non mi posso permettere. Ma la fregatura è che il prezzo totale non te lo dice mai nessuno, paghi periodicamente delle rate finché non te ne arriva una troppo salata e allora… eccola lì. La bastarda. Che dovrebbe ristabilire l’ordine delle cose e invece è una mazzata ancora più pesante.
Mastico la liquirizia, penso che dovrò lavarmi i denti subito dopo. E che di quel sentimento, visto che il reso non si può fare, dovrò tenermi almeno la parte che ho già pagato. Il tempo lo laverà via, come ha fatto con gli altri, in passato…
Stacco la liquirizia dalla bocca e per un attimo fisso l’estremità di cui ho tirato via tutto il succo e che è diventata di un nero sbiadito.
A chi la voglio raccontare, non sono io che decido come e quanto pagare! I sentimenti, nella vita, prelevano direttamente da quel conto segreto che tieni nel cuore e di cui non ti è dato conoscere il pin.
Ma c’è un aspetto positivo, nei sentimenti. Che agli addebiti si alternano gli accrediti e allora con quelli riesci a superare i momenti di crisi.
Butto via l’ultimo pezzetto di liquirizia, sì proprio l’ultimo, perché io delle consapevolezze scomode e dei sentimenti che non mi posso permettere me ne fotto, preferisco vivere alla giornata.
Toh, credo che la cifra sul mio conto sia appena salita un pochino…