C’era una volta una bambina che ammirava di nascosto un bambino del villaggio vicino. Ogni settimana preparava per lui un dono e si rallegrava al pensiero di portarglielo, ma puntualmente – appena quel momento arrivava – la bambina era assalita da mille dubbi. E se non gli fosse piaciuto? E se quelli degli altri bambini fossero stati più belli? Era amato da tutti e ne riceveva così tanti che anche il dono in cui aveva messo più amore le sembrava sempre troppo semplice e brutto.
Questo però non le impediva di desiderare, in gran segreto, di poter essere un giorno sua amica, e come una molla – che più forte si tira in avanti e più forte torna indietro – la bambina continuava ad alternare l’entusiasmo alla paura, senza mai riuscire nel suo intento.
«La prossima settimana andrà meglio!» si ripeteva, inventando scuse.
Una mattina vide il bambino seduto da solo su una panchina, allora strinse il dono che aveva fra le manine e decise di farsi coraggio.
«Ciao»
«Ciao!» le fece eco lui.
«Ho una cosa per te… Ma non so se ti piacerà. Non è bella come quelle che di solito ricevi…»
Allungò il pacchetto, arrossendo, e aspettò trepidante una sua reazione. Il bambino accettò il dono timidamente, come se quella fosse la sua prima volta, poi la guardò negli occhi e sorrise. «Mi piace.»
«Ma non l’hai neppure aperto!» disse confusa la bambina.
«Mi piace che tu abbia avuto un pensiero gentile per me. E ogni pensiero è unico, perché arriva da un cuore altrettanto unico.»
La bambina si riempì di gioia. Era lì per portare un dono e invece ne aveva appena ricevuto uno di incommensurabile valore. Si sentì sciocca ad aver provato così tanta ansia in passato e capì finalmente che chi accetta un dono con cuore sincero sa anche riconoscere la sincerità del cuore di chi quel dono lo fa.