IL CRUCIVERBA

 

FILIDIVITA #20

Provo a concentrarmi, ma quelle caselle bianche e nere – non so bene perché – mi mettono una certa ansia. Forse perché mi ricordano che la vita è un po’ così, fatta di giorni vuoti che puoi riempire di parole e altri che, volente o nolente, sono destinati a restare neri. Anche se ci scrivi sopra, se ci passi una gomma da cancellare… Restano immutati. Ma sono quelle stesse caselle nere che danno senso alle parole degli altri giorni, definiscono gli spazi, ristabiliscono l’ordine.

Faccio dondolare la penna tra le dita, indecisa se usare quella o una matita. E se riempissi i giorni vuoti con delle parole sbagliate? E se poi non potessi più correggermi? E se, pur facendolo, rischiassi di combinare un pasticcio in cui non si capisce più nulla?… Perché un giorno vuoto, anche se non nasce nero, può riempirsi di tutto. Può diventare anche peggio.

Fisso i colori che si alternano e mi sento così insicura che decido di metter via la penna e prendere una matita. Ma quando la stringo fra le dita, dopo un primo sospiro di sollievo, mi accorgo che la possibilità di cancellare mi rende troppo spavalda. Mi fa cullare nella serenità di poter tornare indietro… Non va bene.

Allora volto pagina, scelgo un cruciverba a schema libero e riprendo la penna. Sul momento provo un forte senso di libertà, quasi di potere, ma dopo un po’ mi fermo di nuovo, non so da dove cominciare. Solo caselle vuote… Non ho idea di dove poggiare la penna, che resta sospesa a mezz’aria.

Mi prendo qualche minuto per riflettere, per cercare di capire come mi sento. Come voglio “incasellarmi”. Perché, devo “incasellarmi” sul serio? Non posso semplicemente divertirmi con un passatempo che mi piace, senza queste noiose metafore sulla vita?

Torno al primo cruciverba, quello con le caselle bianche e nere. Torno alla penna. E inizio a leggere le definizioni, partendo dalla prima orizzontale. Eh già, perché a prescindere da cosa io ci veda dentro, da quale io decida di riempire… Un cruciverba resta pur sempre uno schema definito. In cui le parole da inserire non le scelgo io, ma qualcun altro.

Chiudo il libretto con la penna dentro, sbuffando. Questo gioco non mi piace più.

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