C’era una volta un bambino che aveva paura della notte. Tutti i giorni, poco prima del calar del sole, saliva in cima alla collina vicino casa e pregava la luce di non lasciar sopraggiungere le tenebre.
«Caro giorno, per favore, almeno oggi… Esaudisci il mio desiderio! Fa’ che la notte più lunga dell’anno non arrivi mai!»
«Perché non vuoi che giunga la notte?»
Il bambino aprì gli occhi e trovò, seduta al suo fianco, una donna bellissima con la pelle più chiara e i capelli più scuri che avesse mai visto.
«La notte, quando mi addormento, faccio un incubo spaventoso! Sogno di dover oltrepassare una grande tenda rossa e poi un’altra ancora… ma nel mezzo mi succede una cosa terribile! Sento il mio corpo smembrarsi, pezzo per pezzo… »
«Questo sogno è stupendo!» esclamò eccitata la donna. «Ti stai reincarnando! Tutte le volte che inizia qualcosa di nuovo dobbiamo affrontare una trasformazione, un momento di passaggio. E quel sogno è proprio come la notte, anzi, come la notte del solstizio d’inverno. Lo sai che, a partire da domani, la luce durerà sempre un po’ più a lungo delle tenebre?»
Il bambino, che aveva ascoltato in silenzio, diventò improvvisamente euforico e iniziò a raccontarle tutte le cose divertenti che avrebbe fatto l’indomani con i suoi amici.
Poi all’improvviso si fermò e, incuriosito da quella donna gentile, le chiese chi fosse.
«Io sono la Notte» rispose lei.
Il bambino, sorpreso, si guardò attorno e vide che era sceso il buio. Aveva davvero trascorso tutto quel tempo in compagnia della Notte? Lo spavento fu così grande che svenne e quando si svegliò era sotto le coperte del suo lettino. Fuori era già giorno e la notte più lunga dell’anno era passata! Non ricordava molto dello strano incontro, ma si sentiva carico di entusiasmo per quella lunga lista di nuovi giochi che gli era rimasta impressa nel cuore e che non vedeva l’ora di fare.