La distanza è un vuoto che ognuno di noi sceglie come riempire…
- Oggi alla radio hanno parlato dei congiunti che non possono incontrarsi, speravano di riuscire a smuovere un po’ le cose perché le coppie separate sono davvero tante…
- Beh magari hanno anche loro qualcuno lontano, come noi.
Col vivavoce attivato, riuscivo a sentire la sua voce che riempiva la stanza, rimbalzava sulle pareti e mi finiva dritta nel cuore.
- Se fosse così, sarebbe un gesto romantico no?
- Quindi, ne vuoi uno anche tu?
Guardai malamente il telefono e sospirai, certe volte sembrava proprio che non capisse il mio stato d’animo. Dopo un mese insieme e poi un altro di distanza sentivo così tanto la sua mancanza che avevo paura di ammetterlo a me stessa, figuriamoci a lui. Come se amare fosse qualcosa di cui vergognarsi…
- Non fai mai il serio… Io sono piena di ansie e tu mi prendi in giro.
- Lo faccio proprio perché sei ansiosa anche quando non dovresti esserlo. Se cambiasse qualcosa fra di noi solo perché non ci vediamo da un mese, il problema non sarebbe certo il Dpcm.
- E se diventasse una scusa per guardare altrove…?
- Sarebbe una scusa, appunto. Una come tante, una di quelle che le coppie inventano quando non desiderano abbastanza stare insieme e appena se ne accorgono cercano una scappatoia.
Sospirai di nuovo, non ero convinta. Una storia nata da poco era troppo fragile per superare la mancanza di contatto fisico.
- Ricordati, i fattori esterni si possono in qualche modo gestire, sono quelli interni che rischiano di fare casino.
- E i nostri fattori interni… Come sono?
- Aspetta, ti faccio vedere.
Riattaccò, poi partì una videochiamata e invece del suo viso mi apparve un foglio di carta scarabocchiato.
- Mi fai fare queste cose che manco sui diari di scuola a sedici anni…
Era adorabile, aveva appena vinto almeno 100 baci che non vedevo l’ora di potergli di nuovo dare.