Testa, cuore, corpo… I vostri in che zona sono?
Continuavo a pensare all’ultimo Dpcm, a quella vivace suddivisione dell’Italia in colori caldi che facevano sentire il gelo dentro…
Ma, soprattutto, pensavo a me. Da quanto tempo ero finita in zona rossa?
Condizionata dal passato, insoddisfatta del presente, terrorizzata dal futuro, avevo imposto a me stessa e agli altri tutta una serie di divieti sulla base di presunte criticità. “Non fare”, “Non dire”, “Non… Non… Non…” e alla fine testa, cuore e corpo si erano inevitabilmente tinti di rosso.
Ora però qualcosa era cambiato… E lo aveva fatto così lentamente che neppure me ne ero accorta. Perché all’inizio sentirlo era solo un gioco, un passatempo, un modo come un altro per mantenere un sottilissimo filo di contatto con il resto del mondo.
Il cuore, per primo, aveva però iniziato a tingersi di arancione e poi di giallo, sussultando ogni volta che ascoltavo la sua voce o arrivava un messaggio e speravo fosse lui. Quando mi compariva sul viso un sorriso inaspettato, una gioia timida e nuova… Erano pennellate di colore leggere che mi trasformavano un po’ tutti i giorni.
Poi fu la volta della testa… con quel pensiero costante, che mi faceva immaginare le cose che avrei voluto dirgli di me e sapere di lui. Un giallo sempre più insistente, anche quando mi sentivo stupida e volevo tornasse rosso…
E infine il corpo, con la complicità del cuore e della testa, che fantasticava sui nostri incontri…
Dopo tanto tempo, ero finalmente uscita dalla mia personalissima zona rossa. Peccato ci fosse finita la mia regione.