Dopo aver chiarito le cose con Paolo, avevo bisogno di conoscere meglio la storia che lo legava a Mauro e soprattutto di condividere le nuove scoperte con Greta.
- Stai dicendo che Paolo era il protagonista di un romanzo, come me, e che è diventato reale dopo che il suo scrittore, Mauro, ha inserito la sua morte nel libro?
- Esatto.
- È bastato questo, nient’altro?
Il mio cuore vacillò per qualche istante; sapevo che avrei dovuto dirle di più sul rapporto tra quei due, di come e perché si odiassero così tanto… ma non ce la feci, non volevo causarle dispiacere. Conoscendola, si sarebbe immedesimata troppo e avrebbe iniziato a porsi problemi inutili, mentre io volevo solo vederla sorridere, proprio come stava facendo in quel momento. La guardai negli occhi e annuii, cercando di ostentare sicurezza.
- Non ci credo… potrei, cioè, si potrebbe…
- È quello che faremo, tentare non ci costa nulla.
- Ma il romanzo?
- Ti sembra importante ora? Troveremo il modo più indolore per inserire quel finale. Non preoccuparti, hai una grande scrittrice al tuo fianco no?
Greta rise, con gli occhi che le brillavano per la felicità, e io mi convinsi di aver fatto la scelta giusta.
***
Non fu affatto semplice scegliere come terminare il romanzo; c’era la forte possibilità di poter trasformare Greta in una persona reale, ma prima dovevo farle provare la morte. Chiesi l’aiuto di Paolo, pregandolo di tenere nascosti alcuni dettagli della sua storia, perché volevo che in quel momento restasse accanto a noi e soprattutto a Greta; lui c’era passato, sapeva quanto brutto potesse essere morire, anche se era un passaggio indispensabile per andare oltre, verso una nuova vita.
- Ce la posso fare, voglio davvero diventare reale. Così potrei anche riabilitare il tuo nome, diremo che non sei una scrittrice folle con un’amica immaginaria, ma semplicemente una scrittrice nella media con un’amica geniale che la ispira!
- Be’ mi sembra decisamente più credibile.
- Ma insomma voi due, da quand’è che vi siete coalizzati? Comunque, a cosa dire ci penseremo dopo. Intanto iniziamo a lavorare, abbiamo un ultimo grande romanzo da scrivere in fretta.
I mesi successivi furono molto intensi, così come il freddo di quell’inverno. Io, Greta e Paolo eravamo praticamente sempre insieme, tranne quando scrivevo il libro; quelli erano gli unici momenti in cui restavo da sola, davanti al mio computer, e con Greta dentro la storia. Mi mancavano un po’ le giornate che trascorrevamo soltanto io e lei, le nostre chiacchierate… ma poi pensavo ad un futuro in cui Greta sarebbe stata una persona reale, con una vita in mezzo alla gente, lei che sembrava nata proprio per quello… allora scrivevo e scrivevo, per riuscire a finire il prima possibile e vivere finalmente tutti felici.
Solo una volta mi concessi di provare tristezza all’idea che, dopo la pubblicazione del libro, non sarei stata più in grado di scrivere; ma ero ben disposta a rinunciare a quel “dono”, tanto era grande e prezioso quello che avrei ottenuto in cambio. Fin da piccola avevo vissuto sempre e soltanto per i libri, sarebbe stata l’occasione giusta per conoscermi meglio e sperimentare cose nuove; e soprattutto, con Greta e Paolo al mio fianco, sentivo che non mi sarebbe mai potuto mancare nulla.
***
Il romanzo procedeva bene, mancava ormai solo l’ultimo capitolo. Un giorno ci ritrovammo tutti e tre nella libreria di Paolo per definire gli ultimi dettagli, poi Greta insistette per lasciarci da soli e si sistemò – come faceva sempre – nella sala principale, mentre noi ci spostammo nella stanzetta. Dopo aver fatto l’amore, la stanchezza di quei giorni prese il sopravvento e ci attardammo più del solito; appena uscimmo chiamai Greta per nome, ancora assonnata, certa che se la sarebbe un po’ presa per essere rimasta da sola così a lungo. Non vedendola arrivare, feci diverse volte il giro della libreria insieme a Paolo e più camminavo più mi sentivo ansiosa: sapeva che non poteva allontanarsi troppo da me, dove mai se ne era andata senza dire nulla?
- Non è possibile…
- Hai trovato qualcosa?
- Sì, questa, vicino la porta. È di mio padre…
Quasi gli strappai la lettera dalle mani e lessi velocemente il suo contenuto, mentre la mia testa si riempiva di pensieri orrendi. Mi alzai di scatto e feci per aprire la porta, ma mi ritrovai davanti Mauro; aveva sul viso l’espressione sadica di un folle.
- L’hai persa, e per sempre stavolta. Ti ama così tanto che non accetterà mai di essere la causa della tua miserabile fine. Non accetterà mai che il tuo affetto per lei si trasformi in odio. Avevo provato a metterti in guardia, speravo che vedendo tutto quello che stavi sacrificando per lei avresti finalmente aperto gli occhi… Tu sei una scrittrice, devi scrivere. O vuoi forse ridurti come me? Puoi creare un nuovo personaggio, che resti nel libro, e vivere del tuo successo. Noi scrittori abbiamo bisogno solo di questo…
- Noi scrittori?… Non osare neppure paragonarti a me, tu non sei uno scrittore ma un mostro. Forse avevi perso il talento, se mai ti fosse davvero appartenuto, ma avevi trovato un figlio meraviglioso da crescere con amore. Invece hai preferito riversare su di lui il tuo odio e la tua frustrazione, e anche ora a distanza di anni non sei in grado di riconoscere il vero tesoro a cui hai rinunciato. Io non sarò come te, non perderò mai Greta per un’inutile fama di cui non mi importa nulla!
- Sei una sciocca, sciocca!
- Vai a cercarla, ci penso io a lui, è compito mio. Arrivo presto a darti una mano.
Non me lo feci ripetere due volte, dovevo dedicare tutte le energie che avevo in corpo alla ricerca di Greta. Corsi fuori, scorrendo nella mente tutti i posti in cui sarebbe potuta andare; e se li avesse evitati, sapendo che l’avrei cercata lì? Era davvero convinta di lasciarsi morire per un motivo del genere? Come poteva pensare che il nostro rapporto valesse così poco… io, io le ero sembrata così debole e superficiale?
Vagai per la città per ore, e continuai per altrettanto tempo in macchina con Paolo, sperando che in quel modo l’avremmo trovata prima, ma fu tutto inutile.
- E se fosse scomparsa?… Hai detto che potrebbe succedere a te, che sei reale, e lei ancora…
- No non scomparirà. Mio padre… Mauro, mi ha detto che quando sono scappato sono stato via per mesi interi. Io non ricordo nulla, non so cosa mi sia successo, non avevo neanche idea che fosse passato così tanto. Sapevo solo che allontanarmi da lui era pericoloso, per questo non lo facevo mai. Ho provato a farmi dire altro, ma non era in grado di ragionare…
- Allora c’è speranza, ho ancora tempo per salvarla!
- Sì, e lo faremo insieme, te lo prometto.
***
Greta, da quel giorno è già trascorso un anno. Di cercarti non ho mai smesso e mai smetterò.
Ho pubblicato il nostro ultimo romanzo… Ho scritto quel finale piangendo tutto il tempo, ma erano lacrime di gioia, perché speravo di darti la vita qui, nella realtà, speravo che qualcuno di buon cuore ti trovasse e ti desse ogni aiuto possibile in attesa di poterci riunire.
Solo dopo che te ne sei andata mi sono accorta di non averti mai detto un “ti voglio bene” e ho temuto di non essere mai stata davvero in grado di farti sapere quanto tu fossi importante per me. Mi sono sentita così stupida per aver aspettando che succedesse tutto questo… Forse hai ragione tu, sono perennemente in ritardo, ma ho imparato a svegliarmi presto la mattina ora, e ogni volta che mi preparo per uscire mi guardo bene allo specchio perché quando ti rivedrò voglio avere un aspetto di cui potrai andare fiera. Tu ci hai sempre tenuto e sono felice al pensiero che adesso il mondo intero potrà godere della tua bellezza. Sei nata per essere protagonista e stare sotto i riflettori… E non sono stata io a crearti così, tu un’anima l’avevi già quando sei venuta da me da chissà dove.
Mi ero ripromessa di dire solo belle parole, di ricordare con gioia i momenti trascorsi insieme nella speranza che tutto vada bene… ma Greta, sono anche così arrabbiata! Pensavi davvero che avrei preferito perderti per sempre pur di non rinunciare alla scrittura? E soprattutto… Io non potrei mai odiarti, mai! Ti devo tutto, e a quel tutto avrei rinunciato più che volentieri per tenerti al mio fianco. L’unica cosa che ho sempre voluto, da quando ti conosco, è renderti felice. Con te sento di aver perso la mia parte migliore… e la voglio ritrovare, Greta, voglio ritrovare te.
Paolo è sempre qui, non mi lascia mai sola, ma con la tua assenza io non posso che sentirmi tale. Non so se questa separazione mi abbia fatto perdere il dono della scrittura, forse sì, perché scrivere la fine del romanzo è stata davvero dura, durissima. Ma questo breve racconto della nostra vita insieme si è quasi scritto da solo… Avevo così tanti ricordi, così tante cose che volevo dirti! E ne ho molte altre ancora…
Non mi importa se i lettori resteranno sconvolti, chiederò in qualche modo il loro perdono.
Ti sei sacrificata per lasciarmi scrivere, per salvare il nostro rapporto… e ora, proprio con la scrittura e il mio affetto per te, spero di poterti convincere a tornare. Perciò Greta, ovunque tu sia e qualunque cosa ti sia successa, se leggerai questo racconto… abbandona ogni timore, pensa solo che il mio desiderio più grande è averti di nuovo al mio fianco, e corri qui da me.
Tua amica per sempre,
Laura
Fine
Che dire? Una sorpresa per ogni puntata. Uauhhh ho. L’ultima però è stata grande. Brava bravissima. Grande originalità e scoop da lasciarti meravigliata ogni volta. Sei grande. Luigina
So che sei un po’ di parte ma… grazie!!! Accetto i complimenti molto volentieri 🙂